Studiowiki interpreta la storia del lavoro a Vado

COMUNICATO STAMPA

La mostra è aperta fino al 17 novembre al primo livello di Molo 8.44.

La mostra sarà arricchita dalle testimonianze fotografiche dei cittadini che porteranno le loro foto.

Grande successo di pubblico per il primo week end di apertura della mostra #509. Una storia dal secolo scorso, inaugurata venerdì al Molo 8.44 alla presenza della cittadinanza, degli operai dell’Unione dei senza lavoro di Savona e dell’Assessore Raffaella Orlando e della Responsabile dell’Ufficio Commercio Vania Landini, in rappresentanza del Comune e dell’Amministrazione di Vado Ligure.

L’amministrazione del Comune di Vado Ligure è infatti finanziatrice del progetto, realizzato da STUDIOWIKI con la consulenza per l’allestimento dello Studio di progettazione Meet your Mood.

L’allestimento, pensato con il solo utilizzo di materiali dismessi dal parco commerciale, vede una tripartizione dello spazio, un “prima” rispetto all’evento centrale dell’occupazione dello stabilimento A.P.E. del 1972 e un “dopo”, che giunge sino ai giorni nostri. Tre spazi, delimitati e differenti, che non tentano di raccontare una storia o di fornire chiavi interpretative definite ma, semmai, di prospettare alcune sollecitazioni al ragionamento.

Ma la vera particolarità della mostra sta tutta nel suo essere multimediale. Non solo stampati e pannelli affiancati a foto, video, suoni e rumori. Il coinvolgimento, già così, sarebbe stato multisensoriale. MeetYourMOOD ha fatto un passo ulteriore. Vista la grande mole di materiale portato alla luce durante i sei mesi di ricerca storica e archivistica che non sarebbe stato possibile esporre, i curatori hanno pensato di inserire lungo il percorso tanti QR-code, i codici che se inquadrati da uno schermo tablet smartphone, rimandano direttamente a contenuti in rete. Insomma, tante tessere di un mosaico che il visitatore potrà ricostruire a suo piacimento. Non si preoccupi, tuttavia, il fruitore non dotato di questa tecnologia. La mostra è completamente fruibile anche per un pubblico non così avvezzo alle nuove tecnologie.

La mostra, volutamente, non è ricca di testimonianze fotografiche. “Speriamo – ci dice Alessio Lo Muzzo, coordinatore del progetto – che la cittadinanza, anche con lo scopo di manifestare solidarietà nei confronti degli operai attualmente in cassa integrazione, e che si stanno occupando di tenere aperta la mostra – accompagnandola con dibattiti, letture e momenti di riflessione – partecipi attivamente all’allestimento, portando foto, cimeli o ricordi degli anni nei quali la fabbrica era aperta e funzionante”. Un modo differente e alternativo per rivitalizzare la fruizione di una mostra grazie alla partecipazione attiva della cittadinanza.

La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30, fino al 17 novembre. Chiusa il lunedì.

Tanti gli eventi collaterali previsti e organizzati proprio dall’Unione dei senza lavoro di Savona. In calendario la performance Ghost’s Voices | Voci di Fantasmi | Poesie – Pensieri – Musica – Immagini – Testimonianze | Dal pianeta dei senza lavoro. Sabato 2 e 9 novembre e domenica 17 novembre, dalle 16.00.

CREDITI

Un progetto: STUDIOWIKI
Ideazione: Federico Alberto
Ricerca Storica: Gemma Torre, Lucia Martina, Federico Alberto
Coordinamento: Alessio Lo Muzzo
Progetto Grafico: Giulia Franzino
Progetto dell’allestimento: Meet your Mood
Progetto Luci: Cisque Service
Musiche: Luigi Nono, La fabbrica illuminata, 1964
Eventi collaterali: Unione dei senza lavoro | Savona

PARTNER FINANZIATORE
Comune di Vado Ligure

PARTNER TECNICO
Parco Turistico Commerciale Molo 8.44

MEDIA PARTNER
Il Secolo XIX
Radio 19
Radio Onda Ligure
Savona News
Tipolitografia Eurotipo

PATROCINIO
Regione Liguria
Provincia di Savona
Università degli Studi di Genova

Si ringrazia: Fabio Caffarena, Giuliana Franchini, Luigi Gargini, Graziano Caviglia, Vittorio Lombardi, Andrea Gabrieli, Federica Terrile, Martina Niffoi, Andrea Zanini, Marco Novella, Vania Landini, Claudio Caviglia, Giovanni Vaccaro, Valentina Oldano e tutti quelli che ci saremo certamente dimenticati.