Studiowiki sbarca a teatro

Il primo spettacolo dell’agenzia di comunicazione savonese si chiama ABBECEDARIO DI VALERIO BACIGALUPO.

Cosa lega Vado Ligure al Grande Torino? I natali di Valerio Bacigalupo, portiere della squadra granata, deceduto insieme ai suoi compagni nell’incidente di Superga avvenuto il 4 maggio 1949. Settant’anni fa.

L’Abbecedario di Valerio Bacigalupo è uno spettacolo itinerante di teatro narrazione con video installazioni, musica e danza dal vivo ideato e scritto da Studiowiki per la regia di Stefano Falco e interpretato da Pino Petruzzelli, con video installazioni di Artescienza e coreografie di Alessandra Schirripa. L’ingresso è libero con prenotazione sul sito www.iovalerio.it

Uno spettacolo unico ma diviso in due tempi tra loro autonomi e concordi: il 23 luglio il Primo Tempo e il 6 agosto il Secondo Tempo nel giardino di Villa Groppallo (Vado Ligure) alle 21.30.

Le due serate presentano le 21 lettere dell’alfabeto collegate ad altrettante parole chiave della vita di Valerio Bacigalupo. Le 21 parole sono così lo strumento attraverso il quale nasce il racconto dell’uomo e del campione. Dalla A di Amicizia, sino alla Z di Zoccoli, passando – ovviamente – per la P di Portiere, la S di Superga, la T di Torino ma anche la L di Liberazione, la O di Olivetti e la G di Giornalismo…

L’Abbecedario racconta la storia di Valerio e la Storia del nostro Paese. Uno spettacolo per quadri coreografici accompagnati dalla narrazione dell’attore in scena a impersonare lo spettro di Bacigalupo. Gli spettori si troveranno davanti due tempi tra loro simultanei – quello dell’attore/narratore Pino Petruzzelli contemporaneo nostro che “presta” la voce allo spettro del grande portiere, e quello delle coreografie ambientate negli anni della sua vita e della sua avventura calcistica. A supporto il sistema audiovisivo, con le video proiezioni e gli intermezzi acustici cantati e suonati dal vivo.

Ogni sera una scenografia diversa che racconterà un pezzo di quell’Italia, l’Italia di Valerio, negli anni della guerra e del dopoguerra vissuti dal suo particolare punto di vista. La prima sera siamo negli spogliatoi del Filadelfia, la fossa dei leoni, come veniva chiamato il mitico stadio che tanto spazio ha nel ricordo e nella leggenda granata. Sarà poi la volta, nel secondo appuntamento, del Bar Vittoria, detto il GabOs, dal cognome dei due titolari: i giocatori del Grande Torino Gabetto e Ossola.

“A Torino, dove c’era il GabOs oggi c’è Zara…”