INova n°1 – Europa sì, Europa no? Europa Bum?

Europa sì, Europa no? Europa Bum?

 

Se l’Europa è animata, almeno così si dice-va, da identico principio fondante la sua ragione di esistere, e quel principio è nel come le forme di governo degli stati nazionali si organizzano per la Persona, e oggi, lo vediamo bene, quell’unità di intenti e di intendere non c’è più, proprio ora, proprio oggi, in un momento tanto alto e tragico della storia di questo continente, cade in macerie fumanti di Covid-19 il pensiero europeista fin nel suo nucleo originario del Manifesto di Ventotene del 1941? No, per fortuna!

 

Negli ultimi giorni il dibattito è stato alquanto confuso e superficiale, solo strumentale ad alimentare una sterile polemica politica. Partiamo dai fatti. L’Eurogruppo di giovedì 9 aprile, ha adottato queste decisioni:

  • ha autorizzato la BEI con 25 miliardi di euro a supportare 240 miliardi di garanzie per le imprese;
  • ha deciso di varare un programma che si chiama Sure, che supporterà gli Stati membri con 100 miliardi di euro per i programmi contro la disoccupazione;
  • ha deciso di modificare il MES, ovvero di creare una linea dedicata del MES per le spese sanitarie senza condizioni;
  • ha deciso di creare un Fondo, il cosiddetto Recovery Fund, da 500 miliardi di euro, che supporti i Paesi per la ricostruzione una volta superata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.

 

Il Recovery Fund sarà finanziato con obbligazioni comuni. È un’alternativa agli Eurobond puri (i cosiddetti corona bond), in quanto non sono risorse e debiti dell’Europa per programmi gestiti dalla Commissione Europea, atteso che questo Fondo viceversa emetterebbe obbligazioni per fare prestiti ai singoli Stati. Questi prestiti ai singoli Stati sono sì fuori dal debito pubblico, calcolato secondo i criteri del rapporto debiti-Pil, ma restano a tutti gli effetti un debito del singolo Stato. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Per ora sappiamo che c’è dell’acqua dentro.

 

E questi sono i fatti: rispetto a una questione dove è necessario che prevalga la razionalità e l’informazione, non l’emotività del momento.

 

Per l’Italia questo Fondo è molto importante, poiché al momento reggiamo solo grazie al cosiddetto Quantitative Easing, diversamente saremmo già saltati (per effetto dello spread alle stelle); non possiamo continuare a emettere debiti, senza avere entrate fiscali o con entrate fiscali alquanto ridotte, con un’economia ferma e non sapendo neanche con certezza quando terminerà il lockdown.

 

Questa è la partita decisiva per l’Europa, e la decisione verrà presa alla riunione dei Capi di Governo del prossimo 23 aprile.

Da noi di Studiowiki, l’augurio ai governanti d’Europa uniti per un tanto gravoso compito, che non gli invidiamo affatto, di prendere la decisione più buona e giusta possibile: per l’Italia, per l’Europa, per tutti i cittadini di questo unico e meraviglioso posto nel mondo che chiamiamo Vecchio Continente. Anche per quei cittadini tedeschi vittime del malinteso per cui gli italiani sarebbero tutti furfanti e fannulloni; e anche per quei cittadini italiani vittime del malinteso per cui i tedeschi sarebbero tutti approfittatori delle altrui sventure, senza solidarietà e cuore.

 

sono rimasto a bocca aperta, merda (vedendo “Aboccaperta” di un Funari, da TMC l’8

dicembre sera), quando un medio ragazzino (o ragazzina), con bianca voce oracolare

(e maglioncino rosso), che dibatteva riforme scolastiche, tra molti tempi pieni (e

tempi vuoti), e molti neoprogrammi, disse (e l’ho preso apposta, subito, un appunto

puntuale):

la storia, si capisce, non si capisce: (e ha aggiunto, quindi: si studia,

e basta): (tra i tumulti e gli applausi): (e mi ha tolto anche l’ultimo mio dubbio):

 

(Edoardo Sanguineti, da “Codicillo”)