INova n°31 – Turismo e tecnologie

Il ruolo del DMS e le prospettive per un DMS Italia. 

 

di Giulia Rossi

 

La cultura del DMS, Destination Managment System, nasce in Svizzera, Austria e nel Sud Tirol all’inizio degli anni Novanta. Le prime applicazioni si ebbero in Austria a partire dal 1994, paese che per primo comprese l’importanza e la necessità di trasportare la cultura di gestione turistica nel digitale. 

Questo sistema oggi è diffuso in molti altri paesi come la Francia, la Germania e anche la Slovenia; in Italia la sua diffusione riguarda alcune regioni, la prima ad aver adottato questo sistema è stata l’Abbruzzo, seguita poi dal Veneto. 

Il DMS è un sistema di gestione integrata della destinazione che permette di riunire tutte le informazioni e le procedure di commercializzazione del prodotto all’interno di un unico strumento capace di garantire una migliore gestione da parte degli operatori e una migliore fruizione da parte dell’utente. 

Questo software permette la gestione sistemica e integrata dell’intera filiera turistica del territorio, a partire dalla fornitura dei servizi di pernottamento fino al processo di commercializzazione attraverso il sistema di dynamic booking. 

L’adozione del DMS permette quindi la creazione di un complesso ecosistema digitale di tutti i livelli della destinazione. Il sistema DMS è uno strumento che accompagna la riorganizzazione di una destinazione attraverso lo sviluppo di tre dinamiche decisive:

  • la gestione dei flussi turistici;
  • la gestione della strategia commerciale attraverso la creazione di una relazione diretta tra operatori e sistemi di vendita; 
  • la misurazione delle performance e della qualità di una destinazione. 

La grande potenzialità dell’utilizzo del DMS risiede nel permettere l’attuazione di una strategia di co-marketing all’interno della destinazione, ossia l’implementazione di risorse comuni nella promozione del territorio, aumentando la massa critica di offerta e la sua reperibilità e fruibilità in rete. 

Questo è possibile solo se alle spalle dell’applicazione del sistema vi è un accordo tra la destinazione e i suoi stakeholder, al fine di garantire una maggiore visibilità sia agli operatori sia alla destinazione. 

Un caso interessante di sviluppo delle potenzialità del DMS è quello francese. 

La Francia ha adottato il DMS (Open System Experience) come sistema paese a partire dal 1998. Il software ha raggiunto il completo sviluppo delle potenzialità solo nel 2002. Il DMS francese è un sistema fortemente integrato, infatti, nel 2016 ha registrato una percentuale di prenotazioni pari al 98% del totale. In Francia sono presenti naturalmente anche Booking.com e AirB&B, che però non si rapportano più con le singole imprese o le singole destinazioni ma con un sistema estremamente integrato, organizzato e funzionante. 

In Italia, un sistema così integrato non è presente se non limitatamente a piccoli ecosistemi regionali o addirittura locali. Il progetto di creazione di un sistema capace di riassumere al suo interno tutte le offerte turistiche nazionali è all’ordine del giorno. Con il Piano Strategico del Turismo Italia paese di viaggiatori 2017 2022 sono state poste le basi per lo sviluppo di questo motore aggregatore, attraverso una prima fase di analisi del contesto europeo, ossia un benchmark internazionale, con l’obiettivo di comprendere il modo in cui gli altri paesi europei utilizzano le ICT applicate al turismo per arrivare ad una definizione univoca di DMS. 

Stefan Marchioro, Responsabile Progetti territoriali e Governance del Turismo di Regione Veneto,
durante un’intervista a noi rilasciata, ricorda come: “Il motore aggregatore deve essere un passaggio successivo rispetto alla diffusione del DMS, perché non essendoci in Italia la cultura del Destination Management si realizzerebbe il cosiddetto vestito di Arlecchino”. 

Si prospetta la creazione di un sistema che sia capace di proporre un’offerta turistica integrata di tutte le destinazioni locali attraverso un unico sistema. Per fare ciò risulta però necessario realizzare un motore aggregatore, capace di riunire tutti i sistemi turistici con l’obiettivo di permettere il pieno sviluppo del sistema, evitando così un’ulteriore frammentazione.

Le fondamenta ci sono, adesso non resta che compiere il prossimo passo.