INova n° 33 – Digital Detox

Disconnettersi in viaggio per ri-connettersi con se stessi

 

di Sofia Luise

 

Viviamo in una società iperconnessa, in cui pc e smartphone sono diventati delle estensioni del nostro corpo e non solo degli strumenti di lavoro e intrattenimento. 

Un andamento che è stato accentuato dalla pandemia da Covid-19, e che ha portato moltissime aziende a fare uso massiccio del telelavoro e dello Smart working. Con i suoi pro e i suoi contro.

Il 70% degli italiani dichiara infatti di soffrire di tecno-stress, un termine coniato nel 1984 dallo psicologo americano Craig Broad per definire uno stress legato all’uso delle tecnologie e al loro impatto a livello psicologico. Basta pensare che all’epoca le tecnologie legate ad internet avevano appena iniziato a diffondersi, mentre oggi il 60% della popolazione mondiale è connessa.

Per questo le persone cercano nuove forme di viaggio, che permettano loro di fare un digital detox e riconnettersi con sé stessi. I trend indicano una sempre maggiore ricerca di forme di turismo lento, introspettivo e trasformativo, in particolare attraverso la ricarica in natura e la creatività. 

Quanto alla prima tendenza, già nel 2020 si è rilevato un aumento di viaggi outdoor, con una ricerca non solo circoscritta al wellness ma al well-being, un benessere psico-fisico da raggiungere a contatto con la natura, ma anche attraverso attività come yoga e mindfulness. Rientrano in questo settore i cammini, il turismo delle radici (cioè soggiorni compiuti nei paesi di origine per ricercare il legame con la discendenza e con il territorio), il cicloturismo, il turismo enogastronomico e quello culturale. Il denominatore comune è quello di fare un viaggio esperienziale, dove i luoghi non vengono solo visitati, ma lasciano un impatto sulla persona.

I viaggiatori interessati a questo tipo di vacanze vogliono infatti essere coinvolti in lavori a favore delle comunità locali, considerano importanti i problemi climatici, ambientali e sociali, e ritengono importanti le certificazioni di sostenibilità. 

Destinazioni turistiche, tour operator e strutture ricettive hanno iniziato a rispondere a questa crescente domanda attraverso offerte mirate, sfruttando anche strategie di comunicazione e marketing che mettono in luce i pregi di luoghi isolati o di contatto con la natura, in un’ottica di detox digitale.

Una seconda tendenza legata alla riconnessione personale è quella del turismo culturale e artistico, anche questa decisamente in crescita. Dal 2019 al 2020 le esperienze artistiche vendute su Airbnb in Italia sono passate dal 4% del totale al 13%, e si prevede che il trend continui ad aumentare. Il target interessato a questa tipologia di viaggi vive per il 90% in città, è interessato alla comunicazione visuale e ricerca alta qualità, oltre ad avere un’alta capacità di spesa. Secondo i dati di Skift, il 72% di questo segmento reputa l’esperienza più importante del luogo, pertanto la destinazione viene scelta primariamente per la sua capacità di offrire esperienze uniche.

Alcune località hanno creato delle installazioni artistiche permanenti, attraverso murales, porte dipinte o modificando interi quartieri, come ha fatto la città di Folkestone, nel Regno Unito, o Favara, in Sicilia. Anche in questo caso sono state adottate strategie di marketing territoriale, per attirare tutte le tipologie di turista legato al mondo culturale: chi è attivamente interessato, anche professionalmente (culturally aware), chi studia una materia (culturally immersive), chi è solo curioso (culturally curious) e chi è interessato ad un mix di attività (culturally fluid). Insomma, non è solo l’appassionato d’arte o l’esperto a voler vivere una vacanza culturale, perché l’arte diventa uno strumento di connessione con il territorio e di arricchimento interiore.

Capire questo e puntare su tale target ha rappresentato la chiave di volta per numerose attività o strutture, che si sono reinventate: ex spazi industriali o magazzini riconvertiti in musei, ristoranti o spazi eventi sono solo alcuni esempi di strategie di successo.

Creatività è la parola d’ordine: una destinazione o una struttura ricettiva possono offrire qualcosa di unico ai nuovi viaggiatori, permettendo loro di vivere esperienze che le aiutino a ritrovare l’equilibrio interiore, lasciando un’impronta indelebile nella loro memoria. Bastano l’idea giusta e… la giusta comunicazione.