INova n°32 – Tu chiamale se vuoi… ri-novazioni

Tu chiamale se vuoi… ri-novazioni

 

di Federico Alberto

 

Qualche giorno fa gli amici di Ideazione hanno raccontato una storia molto bella e molto interessante. Una storia che parte con uno dei Campus di Fondazione Garrone – Restart Alp – e termina con una nuova impresa che Ideazione ha accompagnato nella sua nascita. La lettura di questo racconto ci ha spinto a interrogarci su quale sia la “vera innovazione”.

Ma soprattutto, quante innovazioni possibili e parallele ci possono essere contemporaneamente. Non tutte, apparentemente, vanno nella stessa direzione. Eppure, poi, alla fin fine, arrivano tutte al nucleo della questione: ovvero a costruire insieme un pezzo di futuro migliore rispetto al passato che hanno contribuito, con il loro pensiero e il loro agire concreto, a lasciare indietro. E questo è progresso.

Sandro Gastinelli è un documentarista che insieme alla moglie Marzia ha scelto di lasciare la pianura cuneese per trasferirsi a Rosbella, frazione di Boves a 1.000 metri di altitudine. Una scelta di vita, dietro alla quale c’era anche un progetto imprenditoriale che ha portato all’apertura di un bed and breakfast e, la scorsa estate, di un punto ristoro accompagnati dalla competenza di Ideazione srl che ha guidato i due imprenditori attraverso uno dei bandi GAL. 

Il sostegno al ripopolamento sostenibile delle montagne del nostro Paese è, negli ultimi anni, divenuto molto forte da parte di Enti e Fondazioni. 

Rosbettola è molte cose: è un bar, una birreria, un negozio di prossimità, un luogo di incontro per chi desidera vivere la montagna. Si è affiancata al Rosbed&Breakfast e in un certo senso recupera una memoria che è rimasta in questo luogo. “Le ultime persone che hanno abitato Rosbella – spiega Sandro Gastinelli – ci hanno raccontato che fino a un centinaio di anni fa esisteva un’osteria, gestita da un personaggio noto come Giuanin ‘d Betina. Gli anziani con cui abbiamo parlato non ne avevano testimonianza diretta, ma sapevano che la gente del posto andava lì per bere un bicchiere di vino. La nostra idea era quella di ripristinare un servizio rivolto alla comunità locale, nel tempo abbiamo individuato anche le potenzialità turistiche del progetto”.

I protagonisti di questo progetto hanno ragionato sulla multifunzionalità di coloro i quali vivono in montagna – persone che sanno fare più mestieri, spazi che assolvono a più funzioni. Cioè hanno fatto un ragionamento sulla tradizione e l’hanno ribaltato su un progetto innovativo. 

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In tempo di pandemia la comunicazione digitale ha aiutato anche un progetto come questo: “A Natale, ad esempio, abbiamo proposto le nostre birre artigianali in confezione natalizia. Un’idea che ci ha aiutato molto in un momento in cui saremmo stati fermi. Devo dire che i canali digitali come i social e le mail sono stati fondamentali per la promozione”.

Il termine “innovazione” non si deve solo accostare con “tecnologia”. Saper cogliere le potenzialità degli spazi ai “margini” e reinventarli nella nostra contemporaneità riuscendo a tenere insieme la tradizione e la naturale propensione al futuro con percorsi di sviluppo sostenibile è una grande scommessa rigenerativa che ci piace immaginare divenga sempre più pervasiva. Non un’idealizzazione del passato e della campagna come luogo “altro” di fuga, ma il desiderio di origine come di qualcosa ancora tutto da reinventare. Dopotutto, soltanto alla fine del film scopriremo che Rosabella è l’agognato ritorno all’infanzia perduta. Semplice, come uno slittino di legno. Mitico, come solo il ricordo di quello che non c’è più o l’immaginazione di quello che non c’è ancora può esserlo. E il film era Quarto Potere di Orson Welles.

Leggi tutta la storia di Rosbettola qui www.ideazionesrl.it