INova n° 34 – New luxury: alla ricerca del tempo perduto 

New luxury: alla ricerca del tempo perduto 

di Sofia Luise

 

Se sentendo parlare di new luxury vi vengono alla mente bianchi pavimenti in marmo, lampadari di cristallo, efficienti robot-camerieri, dobbiamo fermarvi: il nuovo lusso è privazione.

Togliamo i fronzoli, eliminiamo le connessioni e allontaniamoci dal caos cittadino. In questo modo ci avviciniamo a comprendere in cosa consistono le nuove forme di turismo di lusso, dove diventano centrali la natura e la spiritualità.

Stanno infatti emergendo strutture e località che si differenziano per la capacità di recuperare il tempo perduto, mettendo al centro la scoperta di territori meno conosciuti, la ri-connessione con questi luoghi e, soprattutto, con se stessi.

Denominatore comune delle vacanze di lusso, tradizionali o di nuova generazione, è quello di vivere esperienze uniche, ritagliate su misura del visitatore.

Unico è per esempio un soggiorno nel borgo di Santo Stefano di Sessanio (AQ), dove è possibile ritrovare un tempo di qualità, che spesso sfugge dalle mani di una quotidianità scandita da ritmi rapidi e numerose incombenze. La marginalità di questa destinazione, che ne ha prima causato uno spopolamento a inizio ‘900, è diventata il suo punto di forza: non avendo subito l’urbanizzazione di altre località, questo borgo è rimasto sospeso nel tempo e, attraverso un importante lavoro di riqualificazione, è diventato un modello di sviluppo ecosostenibile. Si è mantenuta l’identità del luogo, anche attraverso la scelta di una ricettività in alberghi diffusi che permettono di allontanarsi dal presente e vivere appieno la storia di Santo Stefano di Sessanio, un’autentica perla incastonata tra i monti.

Soggiorni “esclusivi” sono anche quelli che prediligono un distacco da tecnologie e reti wifi, lasciando spazio a lunghe passeggiate, attività di yoga o mindfulness, e ad esperienze all’aria aperta. Le uniche connessioni presenti sono quelle con la natura e con la spiritualità, in luoghi lontani dalla città e spesso in posizioni davvero isolate. Ma una volta giunti alla meta ci si convince della verità del classico detto: le cose più difficili da raggiungere sono anche le migliori.

Sensazione che si può provare in Umbria, a Eremito, l’hotel-monastero dove vivere una vacanza spirituale. Immersi nel verde e circondati dalla pace, questa struttura esprime davvero il concetto di lusso come privazione. Quello che viene tolto è il caos cittadino, l’assiduo utilizzo di smartphone o pc, l’eccesso di stimoli e impulsi imposti dalla società attuale. Ma continua ad essere garantito il massimo comfort di una struttura moderna, in cui la tecnologia c’è ma è green: energia solare, cappotti termici, biomassa e tutto ciò che consente di ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente. I piatti mantengono la loro raffinatezza, ma sono esclusivamente a base di prodotti a KM 0, in versione vegetariana. Ed essendo in un monastero, è anche possibile vivere l’esperienza di una cena in silenzio nel refettorio.

Su un principio simile si basano i Water Retreat del Soneva Fushi, sull’atollo di Baa alle Maldive: ville isolate dal mondo, dove vivere nella massima privacy una vacanza a diretto contatto con l’oceano, cullati dal suono delle onde sotto il tetto di una volta celeste incontaminata dalle luci cittadine.

Il new luxury insomma è fatto di aria pura, di piatti di cui si conosce l’origine, di riconnessione con la natura. Le stelle non sono di categoria, ma quelle che si possono nuovamente vedere nel cielo, e il lusso è ritrovare il tempo perduto.