INova n° 42 – Destination wedding: l’Italia che avvera i sogni

Destination wedding: l’Italia che avvera i sogni

 

di Sofia Luise

 

“Quell’angolo di terra più degli altri mi sorride…” scrisse Orazio.

Forse un pensiero simile attraversa la mente delle coppie che scelgono di sposarsi in Italia, una tra le principali mete selezionate per celebrare matrimoni.

Ed è proprio da qui che si potrebbe ripartire per far tornare a sorridere i nostri territori, superando le criticità di questo momento storico e cavalcando un segmento che negli anni ha conosciuto sempre maggior successo.

 

Cos’è il destination wedding?

Con questo termine si fa riferimento ad un’offerta a tutto tondo rivolta a chi viaggia allo scopo di celebrare le proprie nozze e/o momenti ad esso correlati, come l’addio al nubilato e celibato o la luna di miele. Il Bel Paese viene scelto sempre più spesso dagli stranieri per queste celebrazioni: i dati raccolti dal Centro Studi Turistici di Firenze parlano di quasi 9 mila eventi privati realizzati nel 2018. Ma anche molti italiani si spostano da una regione all’altra per lo stesso motivo, cioè vivere il grande giorno in un luogo in grado di emozionare e regalare ricordi indimenticabili.

L’organizzazione di matrimoni, d’altra parte, ha radici profonde nel nostro paese. Se il termine Wedding planner vi fa pensare agli Stati Uniti, forse vi sorprenderà scoprire che uno dei primi organizzatori di questo tipo di eventi fu un italiano, e non uno qualsiasi. A realizzare infatti il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza e Isabella D’Aragona nel 1490 fu chiamato Leonardo da Vinci, che organizzò un evento in grande stile presso il Castello Sforzesco di Milano.

Il nostro modo di fare matrimoni deriva ancora da quello e, anche se c’è stata una naturale evoluzione, non si può negare il valore della storicità in questo campo.

 

Matrimoni Made in Italy

Un tipo di competenza come questo consente a molte località di diventare destinazioni wedding, traendo enormi benefici. Innanzitutto, le coppie che scelgono di sposarsi in Italia hanno generalmente un’alta capacità di spesa dato che, oltre alla cerimonia, spesso offrono agli invitati anche viaggio, vitto e alloggio. Inoltre, quando un gruppo di questo tipo si sposta, difficilmente resta solo per la durata del matrimonio, ma rimane diversi giorni a visitare il territorio.

Una destinazione wedding, quindi, può aumentare il numero di visitatori, prolungarne i giorni di permanenza, destagionalizzare e potenziare la sua notorietà.

 

Un ruolo fondamentale in questo senso è giocato dai wedding planner, che svolgono il ruolo di influencer verticali nella promozione di strutture e destinazioni. Ma anche il cliente diventa brand ambassador, sia con il passaparola che con la condivisione di foto, video e recensioni online.

Per puntare sul turismo matrimoniale è necessario introdurre un’azione congiunta di pubblico e privato, attraverso un’analisi dei fattori di attrattiva e la traduzione di questi elementi in un brand territoriale romantico. Serve insomma una strategia di valorizzazione integrata, coerente con le altre attività di programmazione sul territorio: paesaggio, cultura, enogastronomia e altri fattori devono creare uno storytelling da raccontare, rimarcando l’italianità e il valore di un’esperienza unica che solo qui si può vivere.

Se è vero che la componente razionale è importante nella selezione della location di matrimonio, come il periodo dell’anno, le dimensioni della struttura, le flessibilità di termini e condizioni, è la parte emozionale a determinare la scelta finale. Le coppie cercano autenticità, esperienze a 360°, tutto ciò che per loro è inedito e originale. Grazie alla diversità offerta dal nostro territorio, tanto gli stranieri quanto gli italiani possono trovare tutti questi elementi e vivere il grande giorno in una meta dal fascino unico.