INova n° 45 – I sistemi di classificazione. Capitolo 1.

I sistemi di classificazione. Capitolo 1.

 

di Federico Alberto

 

Definizione di classificazione

Si definisce classificazione l’operazione, l’effetto, il modo del classificare; divisione o distribuzione in classi, cioè in categorie – avente lo scopo di dare un ordine alla immensa varietà delle specie, e insieme un nome che consenta di individuarle facilmente.

L’attività consistente nel disporre le entità di un dato dominio di conoscenze in opportuni contenitori di conoscenze tra i quali si stabiliscono dei collegamenti riguardanti una o anche più relazioni (wikipedia.org).

Gli elementi fondamentali sono: un classificando (l’insieme da distribuire), un collegamento (relazione) e il classificante (i sottoinsiemi che distribuiscono gli elementi del classificante). Si adotta un criterio distintivo. Il criterio distintivo è una caratteristica, pertinente agli elementi di un insieme, idonea a istituire sottoinsiemi (almeno due, e distribuirvi gli elementi). I criteri distintivi utilizzano caratteristiche di due tipi: caratteristiche eventuali (sì/no) e caratteristiche necessarie (sempre presenti ma variabili).

I sistemi di classificazione tradizionale (struttura gerarchico – enumerativa):

 

Considerano l’oggetto da classificare nella sua interezza, e come tale lo collocano sotto un’unica categoria che funziona come un contenitore. Gli elementi hanno una collocazione corretta e univoca in uno schema ampio e gerarchicamente profondo. Un percorso a gradini, partendo da una categoria padre si arriva alla categoria figlio. I contenuti si ripartiscono in diversi livelli, dal generale al particolare (cfr. gli schemi ad albero).

Classificazione decimale Dewey (Dewey Decimal Classification o DDC)

  • organizzazione gerarchica del sapere, dal generale al particolare;
  • il sistema si propone di dividere il sapere in dieci matrici principali (classes), progressivamente numerate da 0 a 9 (g. 000 generalità, 100 filosofia e psicologia);
  • ciascuna classe è da scomporre in altrettante sottosezioni decimali (sub-classes), e così via (e.g. 000 generalità, 010 bibliografia, 011 bibliografia generali, 012 bibliografie personali);
  • possibilità di estensione pressoché illimitata;
  • costruisce un codice numerico che rappresenta nell’insieme il contenuto. Ogni cifra indica un insieme, che viene maggiormente precisato dall’aggiunta delle cifre successive (g. un libro che riporta il numero 513 è: un testo scientifico (5), che si occupa di matematica (1) e in particolare di aritmetica (3). Il libro potrebbe portare anche solo il 500, ma sapremmo che è un testo scientifico e niente di più).
  • la struttura di base della DDC è presentata nei Sommari della DDC. Il primo sommariocontiene le dieci classi principali. II secondo sommario contiene le cento divisioni. Il terzo sommario contiene le mille sezioni.

 

Classificazione decimale universale (Universal Decimal Classification o UDC)

  • prevede la combinazione del sistema di base Dewey con una punteggiatura predefinita;
  • obiettivo: descrivere il contenuto di documenti complessi – quali articoli scientifici o mappe – con un grado di dettaglio tale da esprimerne tutte le possibili articolazioni semantiche;
  • lavora sul principio del “dividi come”: permette di adottare, all’interno di una data classe, un certo numero di suddivisioni standard, in grado di specificare tutti quegli “aspetti comuni” – cioè categorie d’ordine generale applicabili a qualsiasi contesto – rese riconoscibili da segni d’interpunzione o simboli matematici (g. 159 psicologia, 159.61 parapsicologia ipnosi sogno suggestione);
  • la risoluzione del problema dell’appartenenza concettuale a più categorie è indicata con la “relazione” ( : ). Attraverso una relazione diventava possibile esprimere congiuntamente due o più concetti appartenenti a classi diverse (e.g. 82:2 indica un documento sui rapporti della religione con la letteratura. Utile perché consente in linea teorica combinazioni fra qualsiasi tipo di concetto).

 

Classificazione internazionale standard dell’istruzione (International Standard Classification of Education – ISCED)

  • è uno strumento adatto alla realizzazione di statistiche sull’istruzione a livello internazionale e considera i programmi di istruzione formali e non formali;
  • permette di classificare con codici internazionali prima e confrontare dopo i percorsi formativi;
  • nello specifico copre due variabili di classificazioni incrociate:
  • livelli (0 a 8): ISCED 0 istruzione pre-primaria; ISCED 01 Asilo nido; ISCED 02 scuole dell’infanzia; ISCED 1 scuola primaria…
  • settori/campi di istruzione
  • in particolare, i livelli contengono:
  • caratteristiche principali del livello;
  • criteri di classificazione (divisi in principali o rilevanti e secondari);
  • programmi a cavallo tra due livelli;
  • dimensioni complementari (queste categorie possono essere trasversali, ma non tutte sono applicabili a tutti i livelli);
  • classificazione dei programmi (codici e sottocategorie).

 

Tassonomia di Linneo

  • ordina e classifica secondo una precisa gerarchia;
  • prevede che sulla base di alcuni caratteri guida (Linneo scelse per le piante il sistema riproduttivo) si possano raggruppare gli organismi per similitudine, così da creare una gerarchia di insiemi via via più vasti;
  • le categorie tassonomiche erano in origine cinque: specie, genere, ordine, classe, regno. Oggi si sono fortemente ampliate;
  • per indicare in modo univoco la specie, si introduce la cosiddetta nomenclatura binomiale per cui ogni specie è identificata da due termini: il nome del genere + un termine che è solitamente un aggettivo descrittivo (g.Homo sapiens).

Continua…