INova n° 45 – The Times They Are a-Changin’

The Times They Are a-Changin’

di Paola Iacona

 

 

The times, si sa, they are a-changin’.

E se è vero che è sempre stato così, fin dai tempi di Eraclito e del suo Panta Rhei, “tutto scorre”, è anche vero che cavalcando l’onda di una rivoluzione digitale nel bel mezzo di una pandemia, la dirompenza del cambiamento non ci è mai apparsa più evidente.

La pandemia ci spinge a ripensare a come stiamo vivendo, a come abbiamo vissuto finora e a come vogliamo impostare le nostre vite negli anni incerti che seguiranno, e questa spinta si traduce nelle scelte di consumo e nel conseguente impatto che tali scelte avranno nel mondo della comunicazione.

UNA – Aziende della Comunicazione Unite, ha individuato i sette trend che incideranno sulla comunicazione nel 2022.  Sette macro-tendenze delle quali i brand dovrebbero tenere conto per potersi adattare efficacemente in questo futuro in continuo divenire.

  1. Lo stile di vita è cambiato, e i consumatori ne reclamano il controllo
  2. Piccole realtà locali vs grande distribuzione
  3. Il bisogno di connessioni umane
  4. Raggiungere gli utenti attraverso il digitale per sbaragliare la concorrenza
  5. Sostenibilità mainstream
  6. I brand sono chiamati a schierarsi e a prendere posizione
  7. La fiducia si costruisce dalla privacy

Secondo una ricerca di Accenture, il 50% della popolazione sta riconsiderando il proprio scopo nella vita. È cambiato il modo di lavorare, il modo di studiare e il modo stesso di pensare: nel giro di due anni le persone hanno iniziato ad adattarsi alla cosiddetta “nuova normalità”, modificando le proprie priorità e dando maggiore risalto alla qualità dell’ambiente domestico e alla salute fisica e mentale. Lo stress causato dalla pandemia grava sui consumatori, che hanno bisogno di positività, di semplificazione e di immediatezza delle informazioni. Meno frustrazione, più leggerezza.

E soprattutto, più controllo.

Il senso di impotenza di fronte alla pandemia ha accentuato nei consumatori il bisogno di sentirsi di nuovo padroni delle proprie scelte e della propria vita. Di recuperare il potere sulle cose che possiamo controllare, come l’impatto sociale delle proprie scelte di acquisto.

I consumatori sono sempre più consapevoli, sempre più esigenti nei confronti dei brand. Hanno bisogno di certezze, di fatti e di poter partecipare in modo diretto alle iniziative proposte: la sostenibilità diventa mainstream.

La responsabilità sociale si manifesta anche nelle aspettative nei confronti dei brand, chiamati a prendere posizione e a far sentire la propria voce su tematiche importanti e controverse. In questo clima di incertezza nulla può più essere lasciato implicito: è tempo di dimostrare, di fare, di dire a gran voce. I brand devono riguadagnarsi la fiducia dei consumatori, che preferirebbero sfruttare il proprio potere d’acquisto per sostenere le piccole realtà locali, oggi riorganizzate in una prospettiva digitale. In un mondo di e-commerce sempre più dominato dalla grande distribuzione organizzata, le piccole realtà locali hanno dovuto reinventarsi per l’online, trovando il modo di raggiungere i consumatori e guadagnare visibilità, puntando su affidabilità e contatto umano per contrastare l’ombra dei grandi competitors come Amazon.

In questo clima asettico cresce così un senso di appartenenza e un bisogno sempre più preponderante di connessioni umane, che i brand possono sfruttare attraverso le piattaforme social, curando la customer experience del commercio omnichannel o anche creando esperienze immersive derivate dal mondo dei videogiochi, in grado di creare veri e propri spazi di condivisione attraverso i quali entrare in contatto con i clienti e farsi conoscere.

La priorità è raggiungere i consumatori e creare con loro un rapporto basato sulla fiducia. Una fiducia che può essere costruita attraverso la trasparenza, a partire dalle privacy policy. È sempre più crescente, infatti, la consapevolezza del privacy price: il pagamento in dati personali per la fruizione di servizi apparentemente gratuiti. Le persone hanno bisogno di sapere che i propri dati verranno trattati nel rispetto di normative mirate a tutelarli e che non saranno usati in modo improprio.

In altre parole, hanno bisogno di sapere cosa c’è dietro. Dietro ai grandi brand. Dietro agli schermi. Dietro le mascherine.

Separati dal distanziamento sociale, ma uniti dalle connessioni umane.