INova n° 47 – Le basi di dati. Capitolo 3.

Vantaggi e svantaggi dei modelli in uso. Un modello alternativo. 

 

di Federico Alberto

 

Nel primo articolo sulle basi di dati abbiamo fornito un glossario metodologico per la progettazione concettuale di una base di dati (link). Nel secondo articolo abbiamo approfondito, fornendo le linee guida e le strategie maggiormente utilizzate per la progettazione delle basi di dati (link). Oggi, con questo terzo articolo che chiude il nostro percorso di approfondimento sulle basi di dati, riassumiamo i vantaggi e gli svantaggi delle quattro strategie utilizzate per la modellizzazione concettuale di una base di dati e infine illustriamo il dizionario dei dati e un modello di elaborazione alternativo mutuato dall’informatica.

 


Documentazione di schemi Entità-Relazione (schema E-R)

Risulta indispensabile corredare ogni schema E-R con documentazione di supporto che possa servire a facilitare l’interpretazione dello schema stesso e a descrivere proprietà che non possono essere espresse direttamente dai costrutti del modello. Si tratta di fondamentali strumenti di corredo agli schemi concettuali prima e alle vere e proprie basi di dati elaborate sulla base dello schema iniziale. Servono per arricchire e integrare la descrizione dei dati, che lo schema da solo non potrebbe fornire.

 Ci sono alcune indicazioni sulle forme possibili per produrre la documentazione di corredo alla base di dati. Normalmente, questa documentazione prende il nome di dizionario dei dati. Il dizionario può essere composto da due tabelle.

  • La prima descrive le entità dello schema con il nome, una definizione informale in linguaggio naturale, l’elenco di tutti gli attributi e i possibili identificatori.
  • La seconda descrive le relazioni con il nome, una loro descrizione informale, l’elenco degli attributi e l’elenco delle entità coinvolte. Ecco un esempio.


 

Un modello alternativo: UML (Unified Modeling Language)

Può essere utilizzato per la rappresentazione concettuale di una base di dati, (nonostante nasca per la descrizione delle componenti di applicazione software) quindi come un’alternativa al modello precedente. Ciò che cambia è lo schema concettuale (o diagramma) che ne consegue, soprattutto in termini rappresentativi, ma il procedimento è il medesimo.

Permette di rappresentare sia gli aspetti “strutturali” dell’applicazione, ovvero i dati su cui si opera, sia quelli “comportamentali”, ovvero le procedure associate ai dati.

I costrutti che formano il diagramma sono comparabili a quelli del modello entità- relazione. Di seguito si descrive solo un costrutto con la sua rappresentazione, proprio per mostrare le differenze con il modello presentato nel secondo articolo.

 

 

Classi: componenti principali (corrispondono alle entità del modello precedente). La sua rappresentazione è un rettangolo contenente il nome della classe in alto e all’interno gli attributi ad esso associati. A differenza del modello Entità – Relazione è possibile specificare nel riquadro in basso del rettangolo anche le operazioni ammissibili sugli oggetti (in termini di aspetti procedurali) della classe (e.g. Aggiorna Stipendio: una procedura che consente di incrementare lo stipendio di una certa percentuale).