INova n° 47 – La rivoluzione digitale dell’influencer marketing verso il web 4.0

di Maria Vittoria Procopio 

In quale modo sta cambiando il modo di fare influencer marketing? 

Fra YouTube, TikTok, Instagram, Facebook, Twitch e i vari social media, il numero di influencer cresce sempre di più, e così cresce il mercato ad essi correlato.  

All’inizio dell’anno, Buzzoole ha presentato “I trend dell’Influencer Marketing 2022”, che influenzeranno sia le aziende, sia i creators. Ne sono emersi sei punti, che rappresentano le opportunità sulle quali entrambe le categorie dovrebbero focalizzare la propria attenzione: 

  1. l’importanza della creatività e dell’originalità per emergere 
  1. le opportunità di monetizzazione per i creators 
  1. il trend degli NFT 
  1. il Live shopping 
  1. mondi virtuali e metaverso 
  1. l’automazione nell’influencer marketing 

In un mercato in piena espansione, per gli influencer la parola chiave è emergere. E se la competizione non è mai stata così alta, la chiave per distinguersi è l’originalità. I creators stanno diventando dei brand, e come tali hanno la necessità di individuare un tratto distintivo che possa identificarli e che essi possano esprimere attraverso la propria creatività. La costruzione della propria immagine pubblica, diventare un punto di riferimento per i propri follower e fan e costruire con loro un rapporto di community basato sulla fiducia e sull’affettività sono punti fondamentali per sviluppare opportunità di monetizzazione.  

Opportunità che per i creators si presentano sia attraverso il supporto diretto dei followers (con abbonamenti e donazioni), sia attraverso le piattaforme utilizzate (annunci e fondi) o collaborazioni con brand o marketplace.  

Un’altra opportunità è presentata dalla proliferazione di piattaforme nate ad hoc per rendere monetizzabili i contenuti (piattaforme come Patreon, Tipee, Gumroad, Onlyfans o Skillshare). La monetizzazione dei contenuti trova grandi opportunità per i creators artisti nei cosiddetti NFT, di cui ultimamente si sente sempre più parlare. Ma di cosa si tratta? La sigla sta per non fungible token, e definisce dei certificati digitali che rappresentano un oggetto fisico o digitale insieme alla certificazione della sua origine e la sua proprietà. Generati e gestiti attraverso reti block chain che garantiscano l’assenza di terze parti, gli NFT rappresentano una nuova forma di reddito e possono rafforzare il rapporto dei creators artisti con la propria community, che possono vendere opere uniche ed originali ai propri fan, che possono acquistarne i diritti. Le grandi aziende non si sono lasciate sfuggire le potenzialità di tale mezzo, mettendo insieme oggetti unici mirati a stimolare il collezionismo nei propri clienti, proponendo oggetti esclusivi: Coca Cola ha battuto all’asta un singolo NFT per la cifra di $575.000, devolvendo il ricavato in beneficienza.  

Una vera e propria rivoluzione dell’online shopping, che si riversa anche nelle modalità e negli spazi di vendita: i social media stanno diventando dei centri commerciali dove trovare ispirazioni d’acquisto e da usare come portali per accedere direttamente ai siti specializzati all’e-commerce. E in questo scenario, gli influencer giocano un ruolo chiave. Oltre alle collaborazioni, un’opportunità da non sottovalutare è quella fornita dal Live shopping: all’interno della propria live, gli influencer parlano di determinati prodotti fornendo le proprie opinioni e mostrandone l’utilizzo, mentre appaiono a video i link per ottenere maggiori informazioni e poterli acquistare, senza neanche dovere uscire dalla diretta. Attraverso determinate strumentazioni i brand possono calcolare la quantità di acquisti conclusi con successo e i livelli di influenza degli influencer, diventati fondamentalmente attori di televendite 4.0. 

Il marketing sta invadendo quindi ormai qualsiasi spazio, sia reale che virtuale, e parlando di spazi virtuali si apre il discorso sulle potenzialità del metaverso. Attualmente legato al mondo dei videogiochi, il concetto si riferisce alla creazione di mondi virtuali tridimensionali (come quelli già esistenti di Minecraft o Roblox), che possono diventare dei luoghi di socializzazione, dove è possibile non soltanto giocare ma anche creare dei mondi e dei manufatti digitali, che possono essere venduti ad altri utenti. Mark Zuckenberg ha annunciato che investirà oltre 50 milioni di dollari per trasformare il suo social media in una Metaverse Company, sviluppando un mondo digitale.  

Universi virtuali da popolare attraverso avatar, che rappresentino la nostra immagine e possano interfacciarsi agli altri. E in un mondo di avatar, nascono gli influencer digitali: non persone fisiche ma identità create digitalmente a strumento dei brand, sottolineando l’ultimo punto in osservazione, ossia l’utilità dell’automazione nel processo dell’influencer marketing. La tecnologia mette a disposizione sempre maggiori strumentazioni per rendere ogni fase, dalla scelta dell’influencer, all’analisi e la gestione della campagna, alla reportistica e il pagamento dell’influencer, automatizzata così da poter risparmiare tempo e risorse.  

In altre parole, usare la tecnologia per gestire la tecnologia.