INova n° 52 – La crescita (felice) della Creator Economy

La crescita (felice) della Creator Economy

di Paola Iacona

 

Un settore che sta letteralmente plasmando il nostro futuro, ogni aspetto della società, del lavoro, delle cause sociali, arrivando perfino a toccare la sfera della salute mentale: è la Creator Economy, a cui Adobe ha da poco dedicato lo studio “Future of Creativity”. L’indagine è stata condotta in particolare in Stati Uniti, UK, Spagna, Germania, Francia, Australia, Corea del Sud e Brasile, ma i risultati sono sicuramente interessanti e significativi anche per noi.

Partiamo dal dato quantitativo nudo e crudo: dal 2020 oltre 165 milioni di creator digitali hanno fatto il loro ingresso in questo settore. Siamo arrivati a 303 milioni a livello globale. Una crescita davvero esponenziale, in cui a fare la parte del leone sono indubbiamente i Millenial, che rappresentano oltre il 40% del totale. Una persona su 4 è un creator che contribuisce a popolare gli spazi online. Designer, fotografi, registi, illustratori, semplici appassionati di un particolare ambito di interesse. Solo il 14% di loro sono influencer.

Un dato estremamente interessante è dato dalle motivazioni e dalle aspirazioni che spingono a intraprendere questo percorso professionale. Quasi la metà dei creator, infatti, ha come obiettivo principale la possibilità di esprimersi liberamente, di fare qualcosa di divertente e di esplorare le proprie passioni e i propri interessi. Meno di un terzo di loro è motivato dal denaro. Più che aspirare a diventare influencer, come forse ci si potrebbe aspettare da una lettura superficiale del fenomeno, il 39% dei content creator aspira piuttosto a diventare imprenditore autonomo, titolare di imprese in ambito creativo (anche se oggi solo il 17% dei creator possiede una propria attività). C’è poi la consapevolezza che per diventare veramente redditizia questa professione richieda tempo e impegno.

A ripagare i creator digitali sembra però esserci soprattutto un benessere mentale, che deriva dal creare e condividere contenuti sui social e che non trova paragoni, ad esempio, con il benessere generato dall’esercizio fisico, dall’ascolto di musica o dal contatto con la natura. “Creative people are happy people”, ha commentato uno dei creator intervistati dalla Corea del Sud, esprimendo in modo efficace quanto viene rappresentato dai dati: quasi il 70% dei creator e oltre l’80% degli influencer

sostiene che la creazione e condivisione di contenuti online è uno sfogo creativo che non riescono a trovare altrove.

Felici ma anche socialmente impegnati: il 95% dei creator si attivano per sostenere cause sociali a cui tengono (anche se solo 1 su 4 usa effettivamente la propria abilità creativa per creare contenuti originali per le cause sociali). Alla Generazione Z stanno a cuore soprattutto i temi della parità di razza e di genere, con una sensibilità particolare per i temi LGBTQIA+, mentre per i Boomer sono più importanti il cambiamento climatico, la giustizia sociale, la sicurezza alimentare e abitativa, a cui si è aggiunta recentemente la preoccupazione per il conflitto in Ucraina. Tutti però tengono a dare il proprio contributo ad alimentare le conversazioni online su temi sociali rilevanti.

Una realtà complessa e dalle tante sfaccettature, che sicuramente continuerà la propria crescita nel prossimo futuro, seguendo e interpretando l’evoluzione costante delle piattaforme social e costituendo, nel suo insieme, un vero e proprio comparto economico a livello mondiale.

Lo studio completo di Adobe Future of Creativity: Creators in the Creator Economy è disponibile qui.